Ue, al via il Quantitative easing della Bce ma il caso Grecia spaventa i mercati

lunedì, 09 marzo 2015

Oggi è il D-day. È partito questa mattina il Quantitative easing della Bce, ovvero il piano che, fino a settembre 2016, inietterà sui mercati 60 miliardi di euro al mese con l’obiettivo di rilanciare l’economia e l’export europeo.

Il solo annuncio dalla misura, da parte del governatore Mario Draghi, nelle ultime settimane aveva scatenato un certo ottimismo tanto che le Borsa hanno toccato massimi storici mentre gli spread, in primis quello italiano, erano calati più che sensibilmente.

La Bce ha quindi iniziato a rastrellare titoli sul mercato e, secondo quanto riportano alcuni trader a Bloomberg, sarebbe partita dai Bund tedeschi per poi estendersi ad altri strumenti includendo quelli italiani. D’altra parte, considerando che gli acquisti avvengono in base alla partecipazione delle Banche nazionali nell’Eurotower, e che la Bundesbank ha la quota maggiore, proprio i Bund saranno gli strumenti più acquistati dalla Bce (che può spingersi a mettere nel portafoglio dell’Eurosistema strumenti con rendimenti negativi fino a -0,2%).

Aiuti bloccati invece per Atene dove il governo deve prima siglare l’accordo con i partner e poi rimborsare i prestiti in scadenza entro l’estate perché la Bce possa intervenire sul suo debito pubblico, che ha rating ‘spazzatura’ ed è già presente in quantità eccessiva nelle casse della Banca centrale.

E proprio il caso Grecia, dopo l’annuncio da parte dell’Eurogruppo che non ci sarà a marzo alcuna tranche di aiuti, preoccupa le Borse. La Piazza di Atene è quella che soffre maggiormente perdendo tre punti percentuali mentre il rendimento dei titoli decennali si avvicina pericolosamente al 10%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile in area 93 punti base con i titoli italiani che rendono meno delll’1,3%. A Milano, Piazza Affari ha aperto in rosso per poi tornare in positivo dello 0,1%. Deboli gli altri mercati del Vecchio continente: Londra e Parigi cedono lo 0,7%, Francoforte cede lo 0,5%. Ancora debole la moneta unica europea che resta ai minimi dal 2003 contro il dollaro toccati venerdì: l’euro passa di mano a 1,08; lo yen è a 131,3.