Ue: Junker, è il momento della solidarietà.

mercoledì, 09 settembre 2015

Sono “Numeri spaventosi”, così Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, ha definito la situazione migratoria in Europa, aprendo il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione Europea di fronte al Parlamento di Strasburgo.

Aggiungendo inoltre: “E’ il momento in cui deve prevalere la dignità umana. Tutti noi dobbiamo ricordare che l’Europa è un continente in cui siamo stati tutti, in un qualche momento della storia, dei rifugiati”.

Per il presidente della Commissione Europea chi sta criticando l’integrazione europea deve riconoscere che “questo è un luogo di pace e stabilità e di questo dobbiamo andare orgogliosi”. E sulle modalità di accoglienza, Juncker ha precisato: “Ora abbiano degli standard comuni europei per l’accoglienza dei rifugiati e per l’asilo, e per definire se le persone hanno diritto a ricevere la protezione internazionale. Ma questi standard vanno applicati e rispettati dagli Stati”.

Non è più tempo di muri. “Abbiamo i mezzi e gli strumenti per aiutare chi fugge da guerra e oppressione – ha detto Juncker -, l’Europa nonostante le divergenze interne tra gli Stati è il continente più stabile e ricco di tutto il mondo”. Juncker ha ricordato che il numero dei migranti arrivati in Europa è importante ma comunque esiguo in termini percentuali: “al momento i rifugiati in Europa rappresentano lo 0,11 per cento della popolazione, mentre in Libano sono il 25% degli abitanti”.

Junker, ha chiamato in causa i parlamentari, chiedendo loro di calarsi nelle vesti dei singoli profughi: “Non ci sarebbe prezzo che non paghereste per fuggire, non c’è mare che non cerchereste di attraversare, non c’è confine che non cerchereste di varcare se alle vostre spalle ci fosse l’Isis”. Ecco perché, ha aggiunto nel suo discorso al Parlamento europeo, “anche se costruiamo muri e barriere, i rifugiati non smetteranno di viaggiare verso l’Europa. L’asilo politico è un diritto”. Quindi il fenomeno deve essere affrontato “senza paura” dall’Europa, che ha il dovere di accogliere.