Usa: Bufera su intelligence, ha formulato falsi rapporti su Isis

mercoledì, 16 settembre 2015

Agli investigatori del Pentagono sono stati consegnati da parte di un gruppo di analisti di intelligence statunitense documenti che dimostrerebbero che alti ufficiali militari hanno manipolato le conclusioni del rapporti sulla lotta allo Stato islamico, sminuendo la pericolosità dei jihadisti.

Questa la rivelazione del New York Times, che ha citato varie fonti dell’amministrazione, lo stesso quotidiano già nel mese scorso aveva dato notizia dell’apertura dell’indagine interna al ministero della Difesa Usa.

L’attenzione dell’ispettore generale del Pentagono, si sta concentrando su figure di lato livello dell’intelligence, che dirigono decine di analisti militari e civili presso il Comando centrale degli Stati uniti, il Centcom, responsabile delle operazioni militari contro lo Stato islamico in Iraq e Siria. Bridget Serchak, portavoce dell’ispettore del Pentagono, ha confermato che l’indagine punta al comando dell’intelligence del Centcom.

“L’inchiesta chiarirà se ci siano state falsificazioni, distorsioni, ritardi, soppressioni o modifiche impropri di informazioni di intelligence” ha affermato, sottoleiando che verrà esaminata “ogni responsabilità personale per qualunque comportamento inadeguato o incapacità di seguire i procedimenti stabiliti”.

Gli analisti al centro delle indagini oggi dicono che sono stati i loro superiori del Centcom a cambiare le conclusioni su vari temi, quali le capacità militari delle forze irachene e il successo dei bombardamenti in Iraq e Siria, presentando una quadro migliore delle realtà sul campo alla CasaBianca, al Congresso e e agli altri centri di intelligence.

“Gli alti gradi dell’intelligence hanno capovolto ogni cosa” ha detto un analista al NYtimes, aggiungendo che le accuse sono rivolte ai più alti responsabili della divisione intelligence del Centcom, guidata dal generale dell’esercito Steven R. Grove. Il tema metterà certamente in difficoltà oggi il generale Lloyd J. Austin III, comandante in capo del Comando, che dovrà parlare al Senato della campagna militare contro i jihadisti dell’Isis.