Vercelli: vittima del bullismo dei colleghi si impicca a 26 anni

venerdì, 18 settembre 2015

Ha subito angherie di ogni tipo, scherzi pesanti come chiuderlo in un bidone della spazzatura, fotografato e poi pubblicato l’immagine su Facebook, aveva denunciato i suoi aguzzini nonchè colleghi di lavoro, alla Polizia postale, poi Andrea Natali, 26 anni, non ce l’ha fatta e si è tolto la vita impiccandosi e, stando ai suoi genitori, la colpa sarebbe da ricondurre agli atti di bullismo di cui era vittima sul posto di lavoro.

A raccontare le violenze era stato lo stesso Andrea Natali, che viveva a Borgo d’Ale, un paese di duemila abitanti, nelle campagne della provincia di Vercelli, alla polizia postale, che aveva chiuso la pagina del social network con le sue foto e trasmesso poi gli atti alla procura.

Andrea_Natali_460x275In seguito di quelle vicenda, però, il ragazzo sarebbe caduto in depressione: da più di un anno usciva di casa solo se accompagnato, fino alla drammatica decisione di togliersi la vita: si è impiccato nella camera al secondo piano della casa dove abitava con i genitori.

Dicono i genitori: “Dopo la denunciaaveva paura di uscire, si sentiva minacciato. Non andava nemmeno in paese. Temeva che quelle persone potessero fargli del male e probabilmente qualcuno gli aveva detto qualcosa di terribile per farlo arrivare a quel punto”.