Volkswagen: anche in Europa “taroccati” i dati sulle emissioni

giovedì, 24 settembre 2015

Ormai è certo, anche in europa Volkswagen ha “ritoccato” i dati sulle emissioni, ed emergono le prime ricostruzioni che coinvolgono anche altri marchi di quattro ruote: “Siamo stati informati che anche in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati”, ha detto il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt.

Massimo Nordio ad del gruppo in Italia, ha scritto al ministro Galletti: i nuovi veicoli Volkswagen dotati di motori diesel Euro 6 attualmente disponibili nell’Unione europea, “inclusi quelli in vendita sul mercato italiano, sono tutti rispondenti alla normativa europea per i gas di scarico”, mentre sono in corso controlli su altri motori, anche in Italia.

Ciò non toglie che la Procura di Torino abbia aperto comunque un’inchiesta sul tema. Lo scandalocosì coinvole anche il Vecchio continente: El Pais ha svelato che Seat, la casa spagnola del gruppo tedesco, ha montato più di mezzo milione di motori truccati su auto prodotte dal 2009. Anche in questo caso, però, Seat assicura che “tutte le nuove auto vendute nell’Ue equipaggiate con motori Euro 6 soddisfano, senza eccezione, le norme legali e ambientali”.

Le voci di corridoio o di stampa, vedono anche Bmw come possibile vittima degli scandali, con il Suv X3 che per il giornale AutoBild sarebbe fuori dai parametri delle emissioni, addirittura i valori sarebbero 11 volte superiori a quelli dei test: a certificarlo uno studio dell’Icct, lo stesso istituto che ha smascherato Volkswagen.

Bmw, dal canto suo, ha subito replicato di non avere installato nel Suv un software che manometta la misurazione di emissioni di gas. Notizie che comunque hanno fatto crollare il titolo, mentre Volkswagen perde gran parte del rialzo iniziale: la banca svedese Nordea, la maggiore del Nord Europa, ha diramato l’ordine di non acquistare azioni Vw ai suoi trader.

Il Ministero dei Trasporti tedesco corre ai ripari e annuncia “test random” anche su altre case automobilistiche, ma ammette di non sapere quante auto degli 11 milioni truccati annunciati riguardino il Vecchio continente. Che ce ne siano, di truccate, è comunque dato per assodato per ammissione della stessa casa di Wolfsburg. E mentre l’Ue chiede di “avere una fotografia chiara della situazione di quanti veicoli ci sono in Europa con il software ingannevole”, il ministro tedesco dell’Economia, Sigmar Gabriel sostiene che il suo paese “ha bisogno di incentivi” per le auto elettriche.

Circa le dimissione dell’ad Winterkorn, avvenute ieri, secondo quanto ricostruisce Bloomberg, a lui spetterà una pensione da 28,6 milioni di euro. Il dato emerge dall’ultimo report annuale, che, spiega l’agenzia Usa, “non indica condizioni per cui la somma potrebbe non venire pagata”. A Winterkorn potrebbero anche andare due annalità in caso di uscita per totali 33 milioni, ma la parola spetta al board che potrebbe ridurre la somma. L’anno scorso, il manager è risultato il secondo più pagato di Germania con 16,6 milioni.

Per quanto riguarda i responsabili dello scandalo, i loro nomi potrebbero essere resi pubblici già domani.

Nel frattempo il Consiglio di Sorveglianza sta verificando due nomi per il nuovo ceo: Matthias Mueller, uomo Porsche appoggiato dalle famiglie che controllano Vw, e Herbert Diess, un ex dirigente Bmw e scelto quest’anno per guidare la nuova divisione Brand del gruppo.