Volkswagen: la Merkel sin dallo scorso luglio sapeva….

mercoledì, 23 settembre 2015

Angela Merkel, nel pieno della baraonda che coinvolge la casa automobilistica ha espresso solo poche parole nel merito: “Spero che i fatti siano messi sul tavolo il più velocemente possibile, in questa situazione difficile serve piena trasparenza”.

Ricordiamo che nello scandalo che la momento coinvolge Usa, Corea del Sud e forse l’Europa (sono stati chiesti accertamenti) sarebbero coinvolte circa 11 milioni di autovetture, una cifra impressionante, tanto che il gruppo tedesco si appresta ad accantonare 6,5 miliardi di euro per coprire i costi derivanti dallo scandalo, fra multe previste e correttivi da apportare.

Ma non è finito qui, pare infatti che la cancelliera fosse al corrente di quanto stava accadendo in Volkswagen, infatti,
la risposta a un’interrogazione parlamentare dei Verdi comunicata dal ministero dei Trasporti tedesco a fine luglio dimostrerebbe come il governo Merkel fosse a conoscenza delle manipolazioni dei gas di scarico dei motori a diesel che sta travolgendo Volkwsagen.

Nella replica il ministero dei Trasporti federale aveva spiegato di sapere dei software installati per il controllo degli ossidi d’azoto Nox, messi sotto accusa dall’agenzia americana per la tutela dell’ambiente. Sull’utilizzo di questi software di controllo sulle nuove macchine il governo Merkel diceva però di non essere a conoscenza, e di condividere l’opinione della Commissione europea in merito a questo problema.

I Verdi accusano l’esecutivo federale di aver aumentato i danni dello scandalo Volkswagen, per non aver indagato su uno scandalo di cui si conoscevano i presupposti.

Secondo la Commissione Europea, inoltre, il governo di Angela Merkel non avrebbe intrapreso le misure richieste per ridurre il livello del biossido che risulta ben oltre i livelli di sicurezza in 29 città e aree urbane della Germania, fra le quali Berlino, Amburgo, Monaco, Stoccarda e buona parte della Ruhr, la vecchia regione mineraria e industriale del Nord Reno-Vestfalia.
E siccome Berlino rischia di dover pagare una multa salata per inadempienza, secondo altre indiscrezioni giornalistiche sintetizzate dal sito Euractiv, avrebbe inviato una nota interna alla commissione con la quale ribalta sui nuovi motori diesel ‘euro 6’ la responsabilità dello sforamento dei livelli.

Nella partita  c’è in gioco la fiducia nel made in Germany, basti pensare a quel che la Volskwagen assicura di gettito fiscale, che grazie alla sua quota societaria il Land della Bassa Sassonia riceve 300 mila milioni all’anno e che alla luce dello scandalo si appresta a tagliare le spese per il bilancio del prossimo anno.

Angela Merkel all’epoca di Helmut Kohl ricoprì la carica di ministro dell’Ambiente a cui si deve la svolta anti-nucleare, decisa in solitaria dopo l’incidente di Fukushima, ma la Germania ed il suo popolo vedono nella Merkel il ruolo troppo esaltato e sottolineato di cancelliera dell’auto, una lobbista degli interessi dei colossi tedeschi del settore.