Volkswagen: solo 10 giorni per ripulire i motori, l’ultimatum di KBA

lunedì, 28 settembre 2015

Il KBA, l’ufficio automobilistico federale tedesco ha dato tempo fino al 7 ottobre al gruppo di Wolfsburg per rispettare i parametri nazionali, trascorsa questa data se non sarà rispettata la scadenza,  KBA ritirerà il permesso alla circolazione, vietando di fatto alle auto coinvolte di essere vendute o anche solo di viaggiare nel Paese.

Ieri l’esecutivo ha annunciato di rendere più facili le class action per i consumatori tedeschi a partire dal 2016, ma in Europa le posizioni non sono però così decise: il Guardian pubblica un report con cui il Dipartimento britannico per l’ambiente, alimentazione e affari agricoli aveva consigliato ai membri britannici del Parlamento Ue di votare contro le nuove norme Ue in materia di controlli, che prevedono ispezioni a sorpresa con test su strada e non più in laboratorio.

Matthias Mueller,  il neo amministratore delegato promette una “spietata” pulizia per eliminare i ‘trucchi’ nei test per le emissioni dei propri veicoli, e nel frattempo continuano ad arrivare in serie indiscrezioni su avvertimenti arrivati in passato alla casa di Wolfsburg sulle irregolarità dei propri software.

Il primo, in ordine di tempo, è Bosch, che nel 2007 avvisò il suo cliente che i software installati sulle auto erano contrari alle norme di legge e potevano essere installati su vetture da usare come test di prova e non come veicoli da immatricolare e immettere su strada.

E ancora nel 2011 un tecnico, riporta la Faz, denunciò al management le irregolarità, ma le sue parole rimasero inascoltate.

Coinvolta anche Daimler, che nel giugno dello scorso anno ha avviato il richiamo di 11.000 van Sprinter della Mercedes per un update del software collegato al sistema di emissioni, in modo da prevenire “possibili inconvenienti con autorità e controllori”.

Lo rivela il Welt Am Sonntag e Daimler non smentisce, ma sottolinea che l’operazione non ha niente a che fare con lo scandalo Volkswagen, visto che, a detta di un portavoce, il problema risiedeva nelle difficoltà di comunicazione e collegamento fra i software dei van e le attrezzature che conducevano i test.