Volkswagen: tutti sapevano, già ad aprile richiamò auto negli Usa

giovedì, 24 settembre 2015

Tutti sapevano, tanto che già ad aprile la casa tedesca, sentendosi “braccata” dall’agenzia californiana per il controllo dell’ambiente, la Volkswagen of America Inc. aveva inviato una lettera ai suoi clienti proprietari di vetture diesel Audi e Volkswagen per una generica «azione di richiamo per problemi di emissioni» dei gas di scarico.

Ai proprietari delle vetture con i motori a rischio di non superare i periodici test veniva detto di portare l’auto al rivenditore dove sarebbe stato installato un nuovo software per assicurare che le emissioni dai tubi di scappamento venissero «ottimizzate per operare efficentemente».

Volkswagen sperava così che un escamotage potesse ingannare i severi standard qualitativi delle autorità di controllo locali. L’azienda rischia 18 miliardi di multa.

A seguito dello scandalo scoppiato negli Stati Uniti, i vertici europei hanno auspicato inchieste in ogni Paese membro. Sul tema in Italia c’è grandissima attenzione. Il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, ha aperto a un possibile blocco delle vendite delle auto della casa tedesca nel nostro Paese qualora si scoprisse che il software tarocco sia stato messo in commercio anche nelle vetture che si trovano nelle nostre concessionarie. E sul trema si è espresso anche il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.

Oltre ad Europa, stati uniti e Corea si aggiunge anche il Messico che è in procinto di avviare un’inchiesta per accertare la presenza di automobili Volkswagen con motori “truccati”